contrariamente a quanto avevo scritto su fb, il blog per ora non lo chiudo. intanto gli cambio un po’ i connotati, poi vediamo.

L’indirizzo è: via Umberto Lilloni 39/45, Acilia (Roma)
accorrete numerosi!
alla fine l’antenna la mettono qui davanti.
noi invece si va, diodiavolo.
La zattera di pietra non mi era piaciuto. Cecità, lo confesso, l’ho mollato a pagina dieci, non era il momento. Ma in questi giorni non vedo l’ora che arrivi la sera per riprendere in mano L’anno della morte di Ricardo Reis. grazie, cara!
La scena che segue è accaduta realmente questa mattina, quando il mio contadino preferito si è fermato come al solito alla coop accanto all’asilo nido del panzerotto.
Una conoscente, mamma di un altro bimbo del nido, lo saluta e poi, più o meno a bruciapelo, chiede: “Ma tu ti ricordi a che punto della storia compare la fata turchina?”
Il contadino riflette alla svelta e risponde: “Uh? Boh”.
Nel frattempo la signora interpella un altro paio di avventori, con esiti confusi. Il contadino si riscuote e dice che secondo lui appare presto, già a casa di Geppetto. La signora non è convinta e coinvolge due dipendenti coop. Uno la guarda con occhi vuoti, l’altra azzarda un’ipotesi. Ormai il dibattito è aperto. Il contadino ci prende gusto, si apposta dietro lo scaffale delle fette biscottate e quando la signora gira l’angolo la fulmina con un: “E’ come dico io! A casa di Geppetto c’è il ritratto della moglie morta che poi è la fata turchina!” Un’altra cliente gli dà manforte, la signora è spiazzata e va alla cassa.
Il contadino termina il giro e la ritrova in fila. E a quel punto lei confessa: “Io non mi ricordavo a che punto compariva la fata turchina, perciò la storia gliel’ho raccontata tutta senza. E filava benissimo”.
Il contadino, che all’inizio aveva pensato di rinnovarle l’invito di venire a trovarci, opta per un silenzio partecipe.
Diciamo la verità, la fata turchina era insopportabile.
Oggi andrò in biblioteca e regalerò quattro autentici pezzi di chick-lit. Secondo voi cosa ho diritto di prendere in prestito, in cambio?
Domanda: preferisci fare 40 cartelle al giorno o spannolinare tuo figlio?
Risposta: va bene domani a mezzogiorno per la consegna?
andate a leggere qui: racconti e poesie ispirati da una foto di Jerry Uelsmann, il tutto grazie a un’eccellente idea di Gaja Cenciarelli. C’è anche l’occasione di ascoltare la lettura di alcuni testi, il 26 giugno alle 21 alla libreria Flexi di Roma:

buon volo.
Non è tanto aria di scrivere, in questi giorni. Troppo caldo, troppo lavoro, troppi suoceri. Ma chi ha bisogno di scrivere quando si trovano cose del genere?
Una bella recensione e un ritratto sputato di Andrea, che io ce lo sapevo che faceva strada