pomeriggi

ma non vengono in mente anche a voi quei pomeriggi primaverili un po’ inutili, un po’ malinconici e neghittosi, in cui giri per il quartiere crogiolandoti nella compagnia di una canzone stupenda come questa?

Il silenzio è d’oro

specialmente se hai l’impressione che il tuo cavo orofaringeo si sia trasformato in un puntaspilli.

certo, in teoria questo non avrebbe dovuto trattenermi dallo scrivere qualcosa; però posso dire che nel frattempo mi sono resa utile, anche se non so bene a chi, iscrivendomi a faccialibro, traducendo due mazzi di carte, leggendo notizie sui blog di chi al contrario di me ha senso di responsabilità e scrive

ah no, un momento: ho finito un adorabile cappellino a fragola per mia nipote, per i curiosi lo schema è qui.

ultima nota attonita, a proposito di cappelli: il mio contadino preferito ha perso il suo, fatto dalla sottoscritta con una preziosissima matassa di questa lana. se già non avessi avuto il mal di gola, sarei comunque rimasta senza parole.

blip!

ho appena fatto ufficialmente outing sul blog di chiara: sono perdutamente fissata con blip.fm. Il fatto è che veramente mi riporta indietro di anni e anni, ai tempi del liceo, quando gli altri si giudicavano in base ai gusti musicali (tra le altre cose) e scambiando i dischi con i compagni (in quelle buste quadrotte che potevano contenere solo dischi) scoprivi di avere qualcosa in comune con gente assolutamente insospettabile. blip.fm non è un social network, nessuno racconta i fatti suoi, nessuno si espone più di tanto… o meglio, ci si espone e come. perché chiamatemi matta, ma secondo me dalla colonna sonora ideale di una giornata si capisce parecchio della persona che la ascolta.

o magari è solo perché ho sempre sognato di lavorare in una radio.

Addavenì Baffone

Venerdì scorso ho passato la mattinata a sbrigare pratiche per servizi cimiteriali, scoprendo un universo parallelo e bizzarro. A Roma ad occuparsi di queste faccende per conto del comune è la stessa agenzia che si occupa della raccolta dei rifiuti, che può sembrare poco delicato ma in fondo ha una sua logica. Nei suoi uffici, si incontrano nugoli di impiegati e impiegate delle agenzie funebri private (in tutto e per tutto identici agli agenti immobiliari: capelli corvini, lampada, gel e così via) che organizzano giocate collettive al superenalotto (giuro). In uno dei cubicoli dove sono entrata campeggiava una gigantografia dei Nomadi, in un altro ufficio sembrava di essere tornati indietro di venticinque anni, con i posacenere pieni in bella mostra sulle scrivanie. Dopo un breve ma intenso passaggio da un marmista piacione sono andata all’ufficio tumulazioni del cimitero Flaminio (Prima Porta per gli indigeni), e lì c’era lui.

Su una parete, un ritratto in fotocopia, ma una fotocopia fatta evidentemente con molta passione: Giuseppone Stalin in persona. Corredato di commenti a pennarello tipo “Speranza dei popoli”, “Peppe aiutaci tu” e così via. Mi dispiace solo non aver memorizzato tutto, ma era fantastico.

Alla fine ovviamente non ho risolto nulla, perché sarei dovuta arrivare entro le undici e mezza (cos’è, le salme poi vanno a pranzo?), e quindi è tutto rimandato alla prossima settimana. Ma martedì mi porto la macchina fotografica, giuro.

Questione di lana caprina

In realtà questo blog esiste perché mi sembrava maleducato continuare a scrivere le mie opinioni sui blog altrui.

P.S. La lana caprina è quella che ho comprato al mercato di Bojano sabato scorso. E’ ruvida, grezza, appena filata e puzza che accora. Il mio contadino preferito la adora.