Addavenì Baffone

Venerdì scorso ho passato la mattinata a sbrigare pratiche per servizi cimiteriali, scoprendo un universo parallelo e bizzarro. A Roma ad occuparsi di queste faccende per conto del comune è la stessa agenzia che si occupa della raccolta dei rifiuti, che può sembrare poco delicato ma in fondo ha una sua logica. Nei suoi uffici, si incontrano nugoli di impiegati e impiegate delle agenzie funebri private (in tutto e per tutto identici agli agenti immobiliari: capelli corvini, lampada, gel e così via) che organizzano giocate collettive al superenalotto (giuro). In uno dei cubicoli dove sono entrata campeggiava una gigantografia dei Nomadi, in un altro ufficio sembrava di essere tornati indietro di venticinque anni, con i posacenere pieni in bella mostra sulle scrivanie. Dopo un breve ma intenso passaggio da un marmista piacione sono andata all’ufficio tumulazioni del cimitero Flaminio (Prima Porta per gli indigeni), e lì c’era lui.

Su una parete, un ritratto in fotocopia, ma una fotocopia fatta evidentemente con molta passione: Giuseppone Stalin in persona. Corredato di commenti a pennarello tipo “Speranza dei popoli”, “Peppe aiutaci tu” e così via. Mi dispiace solo non aver memorizzato tutto, ma era fantastico.

Alla fine ovviamente non ho risolto nulla, perché sarei dovuta arrivare entro le undici e mezza (cos’è, le salme poi vanno a pranzo?), e quindi è tutto rimandato alla prossima settimana. Ma martedì mi porto la macchina fotografica, giuro.

7 pensieri su “Addavenì Baffone

  1. la mia mamma era di napoli, e aveva un grandissimo senso del dramma, e naturalmente anche del comico. raccontava sempre di un funerale di una parente, nella napoli degli anni cinquanta, completo di carrozze e cavalli con i pennacchi. pennacchi che si erano impigliati nei panni stesi tra le case, nei vicoli, con un effetto esilarante… sono convinta che sarebbe venuto da ridere anche a lei, venerdì…

  2. E’ curioso che laddove il tempo perde di significato ci sia tutto un intenso brulicare di vita. E che questa si affaccendi sul presente, ma mantenga una sua storia, come cristallizzata. I Nomadi, Stalin, personaggi come nei film di Totò o di De Sica. Intorno ai cimiteri, per dire, in certi anfratti ospedalieri. Piombo qui di passaggio dal tuo blip (e di là per una mail che mi avvisa che sono tra i tuoi dj, oh yeah!). Una bella sorpresa questo post.

  3. Maledizione. Ma come si fa a scrivere su un blog? Io mi agito di bestia. Non so cosa scrivere. Sono sicura che scriverò una stupidata. Quasi quasi non la posto nemmeno. Argh!

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